27 marzo 2012

STEAL HER LOOK: goes abroad..spring explosion!


Oggi un mixing mode tra blogger italiane ed estere.
Opzione che potrei utilizzare anche per Top of the flops.
Perchè non espandere i propri orizzonti?

Un riscatto dopo il flop della mimosa.
Bellissimo total look Dsquared2 dal gusto vintage, in perfetta combinazione con i trend primaverili in particolare la stampa della gonna.



26 marzo 2012

Fashion moodboard: disgrazie, pantaloni pigiama, occhiali scemi, ombre hair e Prada





Alle volte mi vengono in mente delle cose con cui non sono affatto d'accordo.
A questo giro ci ha pensato Zara a riportami sul pianeta di "non fare la cretina e vestiti come una comune cristiana va!".
La missione di oggi era il pigiama-style.
Quei pantaloni pigiamosi, stampati, di raso e che tanto si vedono sui blog, presente?
Ecco, per arcani motivi, probabilmente derivanti da traumi infantili non risolti, tipo avermi buttato per sbaglio Barbie fiore di pesco e Barbie luce di stelle in una botta sola, oggi ho pensato che in fin dei conti quei pantaloni potevano piacermi.
Dal pensiero al camerino di Zara il passo è stato brevissimo.
Anche qui, come per la gonnellona plissetta, con cui spazzavo il pavimento, pensavo di uscire dal camerino super cool come Viviana Volpicella, che alle sfilate ci va in pigiama.
Non mi sono trasformata in nessuna Volpicella, regina dello street-style pigiamoso, ma parevo una scema pronta al ricovero ospedaliero o in una rehab.
Questo alla prima occhiata con cui mi sono auto scannerizzata dalla vita alle ginocchia.
Il dramma è stata sul mio polpaccio gattusesco.
Datemi subito il nome di un'altra donna a cui i pantaloni stringono solo sui polpacci e fanno difetto.
Difetto inteso che il tessuto di raso mi stava bloccando la circolazione e provocandomi una specie di trombosi.
Diciamo che è stata un'umiliazione meritata per aver avuto una tale idea di cacca.
Togliere poi i pantaloni mi è valso almeno un consumo di 200 kcal.
 
Pigiami a parte, mi piacerebbero degli occhiali scemi, ovvero quelli che tutto il mondo considera cool.
Io penso siano scemi, ciò non toglie che mi piacciano e che li userei.

21 marzo 2012

Top of the flops: italian fashion bloggers




"La morte ti fa bella."
Un classico da programmazione estiva di Italia Uno rivisitato da Chiara Ferragni.
Grazie ai chilogrammi evidentemente persi e l'allure depressa che l'accompagna da settimane, sembra la copia fuffa di Meryl Streep post rottura del collo.

Noto solo io un evidente rigor mortis?

 

 

19 marzo 2012

Fashion moodboard: cherry blossom flowers, Fendi, Cèline shoes, ombre hair and Prada DIY

E' una giornata nefasta, un lunedì piovoso e nero, in cui bramo primaverili fiori di ciliegio come bramo un paio di etti di carboidraiti.
Pur essendo, come ben sapete, estate-fobica, amo il calore delle stagioni che anticipano e posticipano la famigerata estate.
Adoro la primavera e l'autunno, vita e morte, gli antipodi dell'esistenza, manifestati attraverso le meraviglie della nostra Terra.
Amo i colori soffici e puerili della primavera e i colori infuocati e caldi autunnali ma, soprattutto, il calore del sole che, a differenza della malvagia estate, non infastidisce, non urta, ma riscalda e avvolge.
Sole tiepido e fiori di ciliegio sono l'unica cosa che chiedo in questa giornata uggiosa che pare novembrina.
Preambolo stagionale a parte, come promesso, questa rubrica mixing mode continua.. 



15 marzo 2012

Blogger a dieta, stampe tropicali e Chanel frenzy: Fashion moodboard#2


Ci risiamo.
Siamo arrivati a quel punto del mese, non dell'anno badate bene, in cui mi prende il trip della dieta.
Stufa e nauseata dalla visione delle mie cosce e del mio sedere, che insieme sfamerebbero almeno una nazione dell'Africa nera, inizio a ripetere, in ordine casuale, ma in modo maniacale le seguenti operazioni:
1) Acquisto di un maxi tubo di Somatoline in farmacia con cui mi spalmo almeno due volte al giorno. 
Una volta a settimana medito di ingurgitarla.
2) Privazione di dolci, zucchero, fritti, bevande e limite ai carboidraiti.
3) Visione compulsiva di foto di celebrità diventate obese per allieviare il morale.
Ecco ora sono in questa fase.
Mangio petto di pollo ed insalata mentre guardo in Cucina con Buddy, che vale un po' come una Christina Aguilera in versione botolo.
Quanto passerà prima che mollo tutto e mi fiondo su una cheese cake?
Spero almeno il tempo di finire questo tubo di instendibile Somatoline.
Intanto impreco contro il mondo blogger che è magro e fotografa junk food come piovesse senza prendere un etto.
Prima o poi il loro metabolismo allegro andrà in sciopero.
E io metterò le loro foto insieme a quelle di Misha, Christina e Britney.
Fine del preambolo.
Acidità dovuta alla carenza di zuccheri a parte, vi dico che questi post dove parlo di robe di moda che a voi possono sembrare( giustamente) a casaccio avranno un posto fisso in questo blog.
Proprio come una fashion moodboard.
Che fa più figo che dire "pensieri a caso".

14 marzo 2012

STEAL HER LOOK: the best outfits of italian fashion bloggers



Come vi avevo preannunciato Top of the flops si separa consensualmente da Steal her look che ora avrà uno spazio tutto suo.
Insomma, una dose di dolcezza e complimenti dopo la consueta pillola acida dei flop settimanali.
Un look classic Chanel che fa sempre piacere vedere, spezzato dai tronchetti stringati.
Angela, blogger di origine russa ma che vive in Italia da anni ormai, l'ho vista di persona a Milano e devo dire che è davvero molto bella e gentile.
Mi piace molto la sua fisicità femminile e morbida.
 

 

13 marzo 2012

Io non faccio più shopping. Fashion disgrazie

Dopo giorni in cui il mantra gonnalungaplissettata mi ha tormentata, mi sono diretta da Zara arraffando la prima gonna lunga dalle magiche pieghine totalmente convinta di uscire dal camerino tronfia e somigliante ad una dea dello street style.
Qualcosa di simile per capirci.
In realtà mi sono resa conto di esser talmente nana che la suddetta gonna o la utilizzavo per spazzare il pavimento, o me la tiravo su fin sotto il seno.
Un disastro.
Roba da auto infliggermi uno dei miei acidissimi flop.
Sarebbe stato meritato.
Scartata la prima idea passo all'attacco del fronte mint partendo dalla t-shirt basic e finendo con un imbarazzante pantalone palazzo plissettato.
Su quest'ultimo vi risparmio ulteriori dettagli horror, sul menta in generale vi posso che su di me sembra vomito di gatto post mangiata di erba.
Anche qui la mia convinzione del " il menta sta da Dio alle rosse naturali" è crollata come il peggior castello di carte mai costruito.
Non ci penso e mi metto alla ricerca di un paio di slippers viste su Erika Boldrin.
Ovviamente non ci sono.
Uno store di 400000000 mq che ha di tutto, persino delle imbarazzanti collant color salmone a pois, non ha nemmeno un paio di simil slippers?
Cara Zara, loo sanno anche i bambini di 4 anni che quest'anno, malgrado la loro evidente bruttezza, sono cool.
Cosa aspetti?
Abbandonato Zara ad esaurimento parolacce, mi dirigo in un concept store, di quelli da sindrome di Stendhal immediata e fulminea, convinta che le Pigalle di Louboutin saranno mie.
Dopo vari svenimenti di fronte ad items di Céline, Givenchy, Proenza, Lanvin e robine così, provo le famigerate scarpe.
Il miracolo.
Le campane che suonano.
Sono figa.
Alta, con caviglie sottili, cosce non più sponsored by Rovagnati e polpacci da Gattuso spariti.
La Caporetto di Zara ormai era un lontano e pallido ricordo.
Faccio due passi e succede il dramma.
Non riesco a camminarci.
Non demordo, vado avanti, percorro il negozio e mi guardo negli specchi.
Sembro un t-rex barcollante, come solo Benedetta Parodi può fare.
La commessa mi guarda, non ha il coraggio di dirmi " come cazzo cammini????" e mi ragguaglia sul fatto che non sono scarpe note per la loro comodità. ( mi avevate avvisata..lo so)
Dopo qualche minuto di smarrimento, divisa tra la razionale ritirata e la follia di una sopportabile sofferenza, esco affranta dal negozio.
E maledico Chic Muse  che con quelle scarpe ci cammina come se non le bastasse essere magra come un chiodo.

Ormai disperata entro da Promod con l'idea di trovare almeno una cosina carina con cui consolarmi.
Provo un vestito in simil seta, delizioso con stampe floreali ed orientali, e altro dramma.
Non ci sto.
E non è che mi va stretto, non ci sto proprio.
Esco, fulminando con lo sguardo la commessa che mi chiede " come va???", cerco una taglia più grande e non c'è.
Basta io ci rinuncio.
Io non faccio più shopping.

11 marzo 2012

Top of the flops: italian fashion bloggers


Prima di iniziare vi lascio una comunicazione di servizio.
Come avrete notato questa rubrica non contiene più Steal her look, non perchè non me ne voglia più occupare, ma perchè da questa settimana diventerà una nuova rubrica separata.
Veniamo a noi...
1) Factory style ed il calzino-gate
O è sui binari del tram o sulle strisce pedonali e, perennemente ed inesorabilmente, con la solita espressione desolata e triste.
Bisogna darle atto della coerenza e dell'attinenza tra location suicidio-inspired e l'allegria che sprigionano le sue foto.
Insieme alla maglia pigiamosa (lo so, è di Stella ma mi fa cacare uguale) e alla gonna da zingara dei tropici.
Però è il calzino sintetico verde menta che mi turba maggiormente.
Il calzino menta deve essere un segno massonico di appartenenza a qualche clan segreto di blogger?




07 marzo 2012

Pastel storm: think pink web inspirations

E' l'era delle confetto lovers.
Facciamocene una ragione.





          

       


             

                                               

06 marzo 2012

I hate: top of the worst fashion things #4


Osservare le persone permette un'illuminante vetrina dei comportamenti umani.
Vestiario e crimini annessi.
Tipo il coprispalla.
Esiste capo più malvagio? 
Nato per riparare le braccia dal freddo, in realtà, non ripara nemmeno dalla leggera brezza di un peto, nato per coprire nudità - le braccia, quale tremenda oscenità!- rende le estremità superiori del corpo umano graziose quanto un cotechino steso su letto di lenti il 31 dicembre.
La sua massima malvagità si esprime nei sabati sera discotecari, quando viene utilizzato da sobrie signorine che paiono dedite al mestiere più antico del mondo, sopra top luccicosi e stretti, che con il passare della serata tendono inesorabilmente al decadimento, lasciando intravedere improbabili reggiseni.
Chiaramente con le spalline di plastica.
Altra malvagità, per definizione, è la nail art che si manifesta nelle nuove ed agghiaccianti tendenze.
Smalti crepati e smalti magnetici che immagino abbiamo nomi tecnici ed altisonanti ma che mi rifiuto, per principio e per integrità morale, di appurare.
L'uso della french manicure, non ve lo sto nemmeno a dire, per me comporterebbe interventi di carattere penale.
La nuova moda dello smalto accent o del multicolor dovrebbe esser tollerata solo sotto i 12 anni di età.
Così come il rosa pastello, malefico trend della prossima estate, e le scarpe bianche.
Le infradito concentrano in esse una dose di malignità tale che solo nell'Unico Anello, forgiato da Sauron sul Monte Fato, può contenere.( Se non capite tale citazione defollowatemi. Ora.)
Non a caso Abercrombie, agglomerato zarro dove commessi/e ballano tutto l'anno con le malefiche ai piedi, sta fallendo.
La schiuma per capelli, ma quella a cementificazione rapida, quella durissima, che rende i capelli mossi delle armi bianchi potenzialmente killer, è da abolire, è pericolosa.
Come il gel sui capelli ricci.
Poi c'è l'orologio da spantengone bauscia.
Giganti color grigiometallo dai cinquemila euro in su.
Orologio ammesso solo su mafiosi, rapper, papponi ed il defunto Gianni Agnelli.










 

05 marzo 2012

Paris fashion week: my greatest hits

Lanvin
Alber Elbaz, con il suo buffo piglio in smocking e occhiali da Onassis, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
Geniale e nel contempo goffo, visionario ma al contempo realisticamente femminile.
In dieci anni di onorata carriera, nella storica maison Lanvin, ha creato un suo mondo parallelo vezzoso, elegante, a tratti fiabesco.
Un mondo di taffetas, seta, organza e gioielli.
Qualsiasi cosa tocchi Alber Elbaz diventa un sogno femminile.
Anche il neoprene, come durante l'ultimo show parigino.
Materiale con cui si fanno le mute da sub per capirci.
Ma lo direste mai vedendo queste meraviglie?







Yohji Yamamoto

Tutti hanno urlato al miracolo per Mugler.

Io ho apprezzato di più Yohji Yamamoto e il suo mix di asimmetrie e maxi volumi.

Concettuale e molto avantgarde.






01 marzo 2012

Top of the flops goes to Milan fashion week



La fashion week a Milano dovrebbero farla una volta al mese.
Solo per vedere tutte le fashion blogger alle prese con outfit improponibili in cerca di una reflex di uno streetstyler e con  il loro smartphone per twittarsi a vicenda a due metri di distanza.
La parte migliore ed antropologicamente più interessante però è il conseguente oblio mentale.
Un drammatico elettroencefalogramma piatto in merito a ciò che hanno visto sulle passerelle.
Di norma tutto viene recensito, con cura e professionalità, con un amazing.
A volte qualche temeraria azzarda un  perfect.
Però voi direte " Saranno capre a scrivere..ma si sanno vestire!!!! Sono fashion!!! Sono cool!! Gli streetstyler si strappano i capelli per loro...No?".
No.
Io sono mesi che ve lo dico che pare troppo depressa questa ragazza.
Guardatela qua, con tutto il suo entusiasmo, sui binari con il tram in arrivo alle spalle.
Tralasciando la gioia di vivere che sprigiona a secchiate, quando ero bambina, in estate, i negozi di alimentari del mio paese mettevano tende identiche alla gonna di Factory Style.
Serviva per non far entrare le mosche.