Scrivo anche male.
Una calligrafica di quelle indecifrabili e poco femminili piena di correzioni, pasticci e brutture varie, per cui nessuno si sognerebbe mai di chiedermi di scrivere nemmeno la lista della spesa.
Ma non mi tange la cosa, amo l'anarchia che sono in grado di creare intorno a me, nella mia testa e nel mio pc.
Ho cartelle zeppe di immagini, in apparente caos e contrasto interno, che fungono da una sorta di mia personale mood-board modaiola.
Una bacheca dove, al posto del sughero e del legno, ci sono byte e archivi rar.
Ogni tanto mi immergo e ne escono pensieri random e post disordinati come questo.
Ma del resto, niente è più ordinato del vuoto.
Nel mio caos ci sono Dolce e Gabbana che, lontani anni luce dai miei gusti, hanno creato un fashion show da brivido.
Barocco siciliano negli abiti, dettagli pazzeschi ed opulenti, tutto condito, in perfetta sintonia, da O Sole Mio cantato da Big Luciano.
Bianca Balti, come una moderna Angelica ne "Il Gattopardo", ha aperto uno show che è riuscito a stupirmi e destarmi dal torpore tipico di fine fashion week.








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