22 maggio 2013

Questo dovrebbe essere un #diy

Ho la manualità di Australopithecus Afarensis, non so nemmeno attaccare un bottone, a volte sono talmente imbranata con le cose manuali- poche battute- che temo di non essere dotata di pollice opponibile ma, malgrado tali sciagurate premesse, a grande richiesta vi faccio un diy post.
L'oggetto della mia diabolica manualità erano le slippers personalizzate con le iniziali che avevo visto su tantissima gente giusta come Carlotta Oddi, sulla stilosissima Elena Braghieri e su Garance.
Incurante del pericolo e della pubblica gogna, armata di potenti mezzi tecnologici come un paint ed un iphone, vi mostro le mie slippers personalizzate con sapiente ingegno.

Scarpe per gente con problemi evidenti di ego ma orgogliosi di tali turbe.

Su Instagram e via mail mi avete chiesto in tante come ho fatto a realizzarle, alcune di voi, tenerissime, mi hanno persino chiesto se le avessi ricamate ioahahahaha.

20 maggio 2013

Scarpe e luoghi comuni

Pensate ai pezzi che tutti conoscono, quelli che anche vostra nonna per sbaglio sa riconoscere, quelli davvero overplayed: le canzoni identificative di una band.
Pensate tipo a Losing My Religion.
Quante volte l'avrà cantata Micheal Stipe? Quante volte gliel'avranno chiesta? Quante volte hanno passato il video, bellissimo per altro, su Mtv? Mi sono sempre immaginata Stipe con la morte morale mentre gli chiedevano per milionesima volta di ricantarla, come Yorke con Creep.
I luoghi comuni sono così, come le canzoni overplayed, diventano tali proprio perché tutti li condividono ed alcuni sono vecchi quanto è vecchio l'uomo, quanto è vecchia la pietra od il fuoco.
Non ci sono più le mezze stagioni.


Think about the songs everybody knows, those that even your grandma can identify, the overplayed songs: the iconic tunes of a band.
Kinda like “Losing My Religion".
How many times has Michel Stipe sung it? How many times has he been asked to sing it? How many times has MTV aired that wonderful video? I’ve always pictured Stipe dying inside as people asked him to sing it for the millionth time, just as Yorke with “Creep”.
Clichés are just like overplayed songs, they become stereotypes because everybody agrees on the matter and some of those clichés are just as old as mankind, as rocks or as fire.
Spring and fall do not exist anymore.





Sono trentuno anni che lo sento asserire da chiunque come lamento quotidiano sostitutivo del buongiorno, trentuno anni in cui io, vivendo in mezzo al verde, di primavere e di autunni netti invero ne ho visti parecchi.
Perché esiste questo luogo comune? 
Come lo volete chiamare questo strano periodo di inversione totale?
Freddo in casa e caldo fuori, un'escursione termica paragonabile allo sbalzo giorno-notte nel deserto.
Le mezze stagioni esistono e sono quel momento dove parte della popolazione gira in canotta e l'altra ancora col piumino.
Chi sia poi in errore non spetta a me giudicarlo, io sono più preoccupata da un tema spinoso e di enorme portata morale: che scarpe mettersi?
Procediamo per un metodo analitico ad esclusione.
Non credo di doverlo nemmeno specificare ulteriormente che in ogni paese civile dovrebbero essere bandite  le spuntate e le scarpe con il plateau, vero?
Elimino anche gli stivali estivi, ossimoro vivente, insieme ai biker boots e simili che già nel 2011 non tolleravo più.
I sandali non li sopporto, unica eccezione sono i Salomè di Rondini ma  di quelli parleremo a Luglio non adesso.
Le creepers vere o le altre sneakers, tipo Converse o Superga, con il platform per cui molte impazziscono per me sono terrificanti quanto un paio di Free Run gialle con una gonna e mi rifiuto di parlarne.
Comprendo il sadico giogo della moda, comprendo gli infidi meccanismi di influenzamento celebrale a cui siamo sottoposte, ma quelle scarpe fanno piangere sangue e stanno male a chiunque.
Le ballerine le ho amate tanto solo ed esclusivamente nella versione basica, classica, monocromatica e rasoterra ma, diciamolo, non sono proprio hype.
Basta.
Cosa ci rimane? Cosa piace a Rossana?


I’ve been hearing this stereotyped sentence for 31 years, overused by anyone as a daily moan instead of “good morning”; and I gotta say that during these 31 years, as a person who lives surrounded by nature,  I have actually seen lots of proper spring/fall times.
Why does this cliché even exist?
How would you call this weird time of complete temperature inversion?
Cold inside the house but hot outside, a temperature range only comparable to the day-night temperature leap in the desert.
Spring and summer do exist and they occur in the exact moment when one side of the population already wears tank tops, while the other side still wears coats. It isn’t up to me to decide who does the wrong thing here, as I’m more worried about a thorny issue with a huge moral impact: Which shoes should we wear?
Let’s get into it by elimination.

I shouldn’t even point out that every evolved country should ban peep-toe shoes and platform pumps, isn’t it?
I exclude summer boots, living oxymoron, and biker boots too,  a type of shoes that I couldn’t stand even in 2011.
I can’t put up with sandals, except for the Rondini “Salomè”, but we’ll talk about them in July, not now.
I refuse to talk about creepers or any other kind of platform sneakers -like Converse or Superga- that everyone has been craving but which, in my opinion, are as terrifying as a pair of yellow Free Run matched with a skirt.
I understand the evil domination of fashion, I understand the deceitful mechanisms of persuasion we’re subject to, but those shoes make cry blood and plus, no one looks good in them.
I loved ballet flats so much only in their basic version, the classic, monochrome, flat one. But, let’s say it, they’re just not hype anymore.

Enough.

What’s left? What does Rossana like?

15 maggio 2013

Il grande Gatsby, Charlotte Olympia and more #fashionmoodboard

Sono giorni strani, giorni in cui non trovo nulla da Zara che mi piaccia, in cui guardo svogliata qualsiasi blog planetario che tutto quel bohochic e quei Carol di IM proprio non mi piacciono, giorni in cui ascolto in loop la colonna sonora de Il grande Gatsby in attesa di correre al cinema a vederlo.
Quanto sono belli i pezzi di Lana del Rey e di Florence and the Machine?
Vi invito anche a vedere la board Pinterest di Tiffany & Co  dedicata ai gioielli del film.

13 maggio 2013

#stealherlook

Non ho una posizione ancora chiara sulla riconoscibilità delle blogger.
Mi spiego meglio: è cosa ottima avere un chiaro ed identificabile stile rispetto all'essere un mero manichino ad uso e consumo delle aziende senza possedere una chiara e propria ma personalità ma il confine della ripetitività, voi capirete, è labile.
Il rischio di proporre sempre le stesse soluzioni, di essere sempre uguali a se stesse è grosso.
Prendete Atlantic- Pacific che personalmente mi piace molto ma indubbiamente propone sempre quelle tre o quatto combinazioni: colore acceso/stampa, gonna/vestito, righe, molto bracciali, tacchi ed occhialoni.
E' sempre bella, probabilmente così è semplicemente se stessa ma forse non dovrebbe provare a proporre qualcosa di diverso ogni tanto?

I don’t have a clear view on bloggers’ identity.
In other words: It’s a great thing to have a definite and recognizable style rather than being a mere fashion mannequin with no personality, exclusively controlled by companies; however, there’s a thin line between having a clear style and monotony.
The risk of always wearing the same outfits and looking always the same is pretty high.
Let’s consider Atlantic-Pacific. I personally like her style but, without any doubt, she always shows the same three or four combos: intense colour/print, skirt/dress, stripes, lots of bangles, heels and oversized sunglasses.
She’s always beautiful, probably she’s just being herself but maybe shouldn’t she try wearing something different, sometimes?






Eccovi il migliore item che ha proposto recentemente Zara: una gonna-pantalone con taglio a tulipano insieme ad una bellissima t-shirt di Top Shop su Fashion Distraction.


Here’s the best item that Zara’s recently put on sale: a fold over “skort” with a tulip hem, here mixed with a wonderful Top Shop tee on Fashion Distraction.

10 maggio 2013

Untitled#3

Odio le ciliege, i temporali, l’ultima visita di Whatsapp, i teschi, parlare al telefono, lo smalto che si sbecca, la frutta in generale, le grate,  Angel di Thierry Mugler, l'uso compulsivo della preposizione " in" per qualsiasi complemento di luogo, i mezzi pubblici, il giallo, l'aceto bianco, la batteria dell'iphone, le lamentele femminili, i loghi e le borse monogrammate, i pantaloni a zampa, i paranoici, la nostalgia, il marrone, le paure, chi non cucina, chi non mangia, quelle coi capelli mossi e la frangia liscia, gli stivali estivi, i rimpianti, le malattie, il boho chic, i foulard da hostess, le persone che se vanno per sempre, le pareti arancioni, la cellulite, i capelli crespi, chi ti cerca solo per bisogno, i programmi del pomeriggio della Rai, la presunzione, le scarpe aperte, il caldo in città, la pasta lunga, chi parla solo di lavoro, chi parla solo dei figli, chi non legge, chi "ascolto di tutto..quello che passano in radio", chi ascolta solo musica italiana per principio, le calze color carne manichino, la spuma per i capelli, gli addii, le violenze, l'odore di ruggine, i cinema multisala, chi chiama la merenda brunch, gli ombretti viola, chi si definisce multitasking, chi non ha ironia, le minigonne di jeans, i tagli asimmetrici, i tormentoni estivi, facebook, le cozze, i crostacei, le creepers, chi si fa le lampade, capodanno, le camicie sciancrate e le scarpe con il plateau.
Mi piace invece Pinterest e guardare immagini random.
Buon week.


08 maggio 2013

She wore Blue Velvet #lanadelrey

Ieri sono stata al Forum a vedere Lana del Rey,  il mio primo concerto pop in assoluto.
Ho visto una moltitudine infinita di live in vita mia ma ho sempre evitato come la peste i fenomeni commerciali  con la convinzione che valga la pena vedere solo gruppi che sanno suonare anche al di fuori di un ipod o di Mtv.
Lana del Rey però mi piace, mi piacciono i suoi pezzi ed il relativo mood, i suoi capelli- particolare assolutamente rilevante- e tutto quel sadcore vintage che la circonda.


Non avevo alte aspettative, mi aspettavo un live onesto con delle punte di divismo aderenti al personaggio ed un pubblico in delirio.
In realtà  il Forum non era pieno, tanti  hipster e pseudo fashioniste munite di una banalissima corona di fiori.
Lana del Rey? Sostanzialmente rientra in quel calderone di artisti sapientemente plasmati dal marketing che su disco spaccano ma un live è meglio se lo fanno solo in playback.
Lana è tanto divismo, tanto botox, tante moine, molto gatta morta ma priva di una reale presenza scenica musicale ed un po' persa nel suo personaggio.
Tanta apparenza, poca anima in un live brevissimo dove, se non sbaglio, c'è stato anche un frangente di playback e dove mi sono piaciute solo Young and Beautiful e la cover di Blue Velvet.
Pare evidente che è d'uopo lasciar perdere questi slanci pop, torno a vedere gruppi seri: I Killers e i Blur a Milano.
Se qualcuna di voi ci va mi scriva che ci incontriamo.
Ah, avevo aperto blogger per dirvi che questi sandali, i Carol di Isabel Marant, che si vedono ovunque sulla blogsfera non mi piacciono per niente.
Sbaglio?
viafashiontoast

07 maggio 2013

Se siete depresse andate da Sephora #review

E' come coi telefoni, come coi telecomandi, come con una consolle o con un piccì: il giorno prima funzionano e sono fighi, il giorno dopo sono obsoleti.
Il momento in cui avviene tale drastico e fulmineo passaggio è più oscuro e misterioso della trasfigurazione della povera Kim Kardashian che il mondo si ostina a chiamare gravidanza.
Bene, l'altro giorno, con il potere delle più potenti pms, la mia faccia è passata dall'essere un Iphone 5 a Nokia 3310 in una notte, da pelle di giovane sedicenne a Lindsay Lohan dopo una sbronza, roba da methfaces.
Così ho fatto la cosa più ovvia, ad eccezione del suicido per abbrutimento, e sensata da fare,: sono andata da Sephora.
Ne sono uscita con ( prego, leggere con accento fantozziano, grazie): gommage di Ysl per rianimare le assopite cellule epiteliali, uno smalto color Laura Palmer post ritrovamento e Les Beiges di Chanel.


Non sapevo esattamente cosa fosse ma la scritta "Chanel le beiges poudre belle mine naturelle - healthy glow sheer powder" mi pareva abbastanza e sufficiente per non indagare oltre ed andare dritta alla cassa.
Il mio istinto biondo aveva ragione, questo Les Beiges funziona.

06 maggio 2013

Dries Van Noten shirt #inspirations

Il tartan in primavera, forse per rottamare quelle che ogni anno fanno la battuta " Floreale in primavera? Avanguardia pura", possibilmente mixato coi bomber fantasia.
Ci vogliono brutte, come solo al ginnasio nel 1995, ed io ovviamente apprezzo.

29 aprile 2013

C'ho intenzione di invadere gli Stati Uniti

Premessa: inspiegabili ragioni muovono parecchi lettori statunitensi- Hi guys!!(cit)- in questo blog pertanto da oggi troverete una tantum la versione in inglese dei  miei post.
Calmi, non iniziate a sudare freddo: chiaramente non tradotta da me che potrei far sanguinare gli occhi a mezzo globo anglofono, ma dalla bravissima Silvia che non ringrazierò mai abbastanza per questo prezioso aiuto.
Alcuni la conosceranno come Serviette ed il suo profilo è un buon motivo per abbandonare le lande imbarazzanti, popolate da gatti e banalità, di Facebook ed approdare su Twitter.
Date il benvenuto a Silvia, seguitela su Twitter, e trattatemela bene che sennò vi piazzo quattro testate nucleari sotto casa.
Veniamo a noi.






Il processo in cui inizia a piacermi qualche trend discutibile è sempre lo stesso: inizialmente disgusto, orrore, posizione di netto rifiuto manifestata tramite la scrittura di post e di tweet a cui segue però un malefico bombardamento di immagini di fighe che lo sfoggiano in modo sublime.
I primi pensieri "Non male però" si insinuano nella mia instabile testa ed il "lo devo avere" può essere la sola logica conseguenza di questo malefico processo.
Tutto perché ho una mente debole, facilmente corruttibile come solo quella di un adepto di Scientology.
Quindi ora, regina della contraddizione quale sono, vi dico che mi piacciono gli earcuff  pieni di pietre per una giusta esistenza sobria insieme allo smalto bianco.
Ho visto questo maglione leggero di Wang in saldo sotto cui vedrei bene un top crop/bra in trasparenza.
Gli occhiali rettangolari Céline li ho provati l'altro giorno, sono bellissimi, da occhi a cuore proprio.
La Marcie Satchel di Cholè la trovo deliziosa e ha un prezzo tutto sommato contenuto rispetto ad altre borse di cui vi ho parlato qui.
Vedo ovunque, su blog stranieri, queste scarpe in plexy di Gianvito Rossi che trovo davvero belle ma immagino però  che da indossare, soprattutto con il caldo, siano un vero incubo.
Come sempre le mie selezioni prevedono un esborso di sangue notevole e la vendita di un rene buono al mercato nero, dunque ora capite perché per affrontare una stagione dovrei varare una manovra finanziaria con un summit di dieci saggi e avere le disponibilità dello stato del Liechtenstein.
Tutto nello mia testa ovviamente, a disposizione del primo bravo analista che passa di qua.


The process I usually go through when I end up liking questionable trends is always the same one: at first I’m grossed out by a trend, after that I’m horrified by it, then I stand up against it via blog posts and tweets that are subsequently followed by, though, an evil amount of photos of hip girls wearing said trend and looking divine.
Thoughts as “It isn’t really that bad” begin to creep into my unstable mind and the only logical consequence of this whole evil process will finally be “I must have it.”
This probably happens because I’ve a vulnerable and easily corruptible state of mind, only comparable to the mental balance of a Scientologist.
So now, as I’m the Queen of Contradictions, I’m gonna tell you that I actually like earcuffs covered with crystals: they’re perfect for a proper “plain” life, teamed with white nail polish.
I saw this Alexander Wang lightweight sheer sweater on sale and I’d play on its sheer effect by adding a crop top/bra underneath.
The other day I tried on these Céline flat top sunglasses: they’re gorgeous, and they totally left me with heart-shaped eyes.
The Chloé Marcie Satchel is lovely and it’s reasonably priced compared to other bags featured on this blog.
These Gianvito Rossi plexiglass pumps are on every foreign fashion blogs: I personally think they’re stunning, but I guess they could be a real nightmare during summer.
As usual my shopping selections involve a remarkable expenditure of blood and treasure, as well as considering selling a kidney to the black market: that’s why, in order to survive just one season, I should promulgate a Budget Act together with a gathering of economic consultants, along with the Liechtenstein’s financial assets at my disposal.
This is the sort of thoughts floating around my head, which, by the way, is in the hands of the first qualified analyst who’s willing to have a look at it.

Shop the post




23 aprile 2013

Vi prego di leggervi questo Top of the Flops con sottofondo la sigla di X-Files

Mistero lo dovrei condurre io, porterei in prima serata tematiche interessanti quali:  l'inspiegabile sparizione delle forcine per capelli che subiamo ogni giorno, l'analisi dell'assurdo momento storico in cui avete deciso che gli orologi d'oro di Michael Kors fossero fighi, il chiaro e lampante rapporto tra rapimenti alieni ed uso delle creepers e la mutazione di Kim Kardashian che tutto il mondo chiama gravidanza.
Attenzione, nulla vi è di male nell'ingrassare come vitello texano nei nove mesi di gravidanza ma io credo sia evidente che l'abbiano presa per il remake di Free Willy e ci stia fregando tutti con la storia del bambino.

via the superficial

17 aprile 2013

Shopping selection, felpe edition

Volevo fare un post serio sulle felpe, dirvi che sono state il minimo comune multiplo dello street style in tutte le sue declinazioni e combinazioni stilistiche possibili.
Volevo dirvi che si è visto di tutto, non solo Kenzo con le sue tigri overplayed, ma anche - e soprattutto - centinaia di alternative altrettanto interessanti che toccano sia l'ambito del luxury, almeno nel prezzo, sia quello del fast fashion.
Avrei voluto dirvi che la cosa interessante di questo capo è la sua versatilitá: può tranquillamente scostarsi da un binomio di sneakers e jeans o dall'essere associato al solo abbigliamento per il running, per essere utilizzato con elementi totalmente contrastanti, come gonne in pelle o pantaloni dal taglio classico.
Ma non ce la faccio.
La verità è che mi piacciono perché ho questa assurda bipolarità marcata che mi fa passare dal minimal rigoroso alla peggior zarraggine adolescenziale.
Sono così in tutto, passo dall'ascolto dei Joy Division a Lorella Cuccarini come fosse la cosa più naturale del mondo, dall' adorare come il vangelo Maison Martin Margiela al guardare in craving crop top anni 90, dal leggere Gabriel Garcia Marquez agli articoli sulla gravidanza di Belen.
Non ci sono motivi razionali, le felpe mi piacciono, fine.
Mi piacciono soprattutto quelle con i numeri collegiali e con le scritte.




16 aprile 2013

& Other Stories #fashion moodboard

Forse non dovrei dirlo e dovrei partecipare alla gioia collettiva dell' imminente apertura di &OthersStories a Milano e stillarvi la mia wishlist da brava fashion blogger, ma in verità ammetto che personalmente non mi ha suscitato molta meraviglia.
Ho trovato qualcosa di interessante  ma credo che ad attrarmi più che altro sia l'insieme della foto che il capo.
La sezione scarpe resta comunque una delle cose più terrificanti che abbia visto ed i sandali d'ispirazione giapponese/samurai con quei mega platoform ortopedici dovrebbero essere banditi da ogni paese civile.



Anche la troppo colorata Zara mi delude dove ormai, esclusi quei due o tre isolati casi, non trovo più nulla di papabile da questo inverno.

10 aprile 2013

White board #ispirazioni dal web

Il meccanismo inconscio che ci porta a selezionare alcune immagini per tenerle custodite nei nostri pc mi è ignoto quanto la motivazione e la modalità di selezione che opera il nostro cervello quando decide che è il caso di schiacciare il destro del mouse e cliccare su salva.
Certo è che il mio hard disk potrebbe partecipare alla versione digitale di Sepolti in Casa visto che ci sono foto di:  mani, nuvole, soffioni, fiamme,editoriali, ritratti vintage femminili, cibo, copertine e locandine di dischi e film sconosciuti a molti, installazioni,  fiori, tatuaggi con inchiostro bianco e vecchie serrature.
Materiale in abbondanza per una seduta di analisi come questa selezione basata una monocromia assoluta: il bianco.
Il non colore per eccellenza,  se volete ancora più minimale e rigoroso del nero, asettico, puro ma soprattutto perfetto.





09 aprile 2013

Keep calm and coupon #cuponation

L'avete mai visto Tutti Pazzi per la Spesa?
Io ammetto, senza vergogna alcuna, di aver speso un buon numero di ore imbambolata ad osservare queste casalinghe Usa, totalmente svalvolate, che compravamo cereali e spazzolini da denti sufficienti per coprire le scorte di tutti i bunker della Guerra in Cecenia e del Golfo messe insieme.


Casalinghe talmente svalvolate e talmente freak dal possedere, insieme a cotanta follia, delle proprietà di calcolo disarmanti da far sembrare scemo Sheldon Cooper.
Per cinque carrelli di spesa dovevano sbrogliare: quattro algoritmi, due studi di funzioni complete ed un paio di trinomi notevoli per capire come disporre la merce ed affrontare una cassa che sistematicamente si impallava, come solo internet explorer alla quarta finestra, nel momento più critico.
Fatica totalmente appagata visto che queste matte non pagano mai nulla,  ma vi dico che io piuttosto morirei di inedia perché sono talmente bionda che non saprei nemmeno come portare due carrelli insieme.
Però con lo shopping on line sono una campionessa, e prima di dirigermi sui  miei siti preferiti , faccio un salto su Cuponation, il più grosso portale di codici sconto presente in Italia.
Praticamente li ci trovate, comodi comodi, tutti i codici sconto e promozioni dei maggiori eshop pronti all'uso senza sbattimento alcuno.
Sconti per cose che noi amiamo, tipo: Asos, Sephora, Zalando, Zara, Kiko e tanti altri.
Basta cliccare sul codice sconto e Cupnation vi apre direttamente il sito che desiderate già pronto sulla promozione o sullo sconto che avete visionato prima.
Insomma, prima di andare sparate nei vostri eshop preferiti  armate di Postepay fumante, controllate i codici sconti di cui potete usufruire che risparmiare, visto che ci piacciono sempre cose che costano quanto un rene giovane al mercato nero, fa bene a tutte.

08 aprile 2013

Steal Her Look


Scandagliare il web per questa rubrica mi porta sempre ad un quasi certo distacco di cornee di fronte all'infinita bruttezza di alcuni trend che serpeggiano tra le big blogger mondiali.
Trend che, grazie a Giove, hanno la durata di uno smalto di Essence perché nessuna di noi, almeno di quelle sane di mente, vuole tirare fuori dall'armadio i reperti bellici della Prima Guerra del Golf.
Pertanto io mi dissocio con vigore da: salopettes, bomber e creepers-sneakers, un vero e proprio invincibile  trinomio notevole per allontanare qualsiasi maschio eterosessuale.
Cose che a molte di voi faranno un sacco figo, forse perché voi nel 1994 andavate all'asilo ma vi assicuro che persino la mia debole ed influenzabilissima mente rifugge da questi look anni 90 visto che di un secondo Medioevo stilistico adolescenziale non ne sento proprio il bisogno.
Malgrado l'indecenza di siffatti outfit indubbiamente molti blog offrono spunti interessanti.
Andy Torres di Stylescrapbook di solito mi annoia, trovo che sia sempre uguale a se stessa da troppo tempo, però questo look lo trovo davvero bello nella sua semplicità.
Non avevo mai considerato queste brogues oro che su un total black un po' garçon sono davvero carine.
Lo ammetto, per indossare un look simile indubbiamente si necessita di avere un'altezza degna di nota e delle belle gambe che personalmente non avrà giammai ma se siete gazzelle copiatela al volo.
Sicuramente anche la Miss Sicily, che sto riconsiderando un sacco come borsa, fa il suo dovere insieme agli anelli multipli e all'ear cuff.





Amlul, blogger scoperta da poco e già inserita nei preferiti.

02 aprile 2013

Bold eyebrows, bomber, zara craving and more #fashion moodboard

Chi glielo dice ora a tutte le fan delle sopracciglia ad ali di gabbiano, a tutte quelle scellerate che addirittura se le sono tatuate?
Bold eyebrows are in fashion this year, gente.


Insomma,  è d'uopo avere sopracciglia folte, scure e belle marcate se non volete sembrare uscite dirette dal 2005.
Questo non significa trasfigurarsi in Frida Khalo ma solo rivedere gli spinzettamenti folli di quei quattro peli spelacchiati che molte, con coraggio, chiamano sopracciglia.
Non siate maligne, domino di questo trend non è  Sabrina Salerno in Boys ma Cara Delevingne che io amo al punto di dedicarle adolescenziali board su Pinterest senza la minima vergogna.
Cosa vi serve per trasformare le vostre alucce di gabbiano in maestose ali da condor reale?

27 marzo 2013

Sugli anelli del potere di Balenciaga e sulle Marant mancate

Sono giorni difficili e pregni di problematiche enormi per la vostra beniamina, spoiler io, dopo aver ordinato le Marant della vita le è stato comunicato che il suo numero era esaurito malgrado fosse ancora disponibile al momento dell'ordine.

La vostra beniamina era disposta a pagare quanto un lingotto di Mithril  per delle scarpe oggettivamente brutte ed ha ottenuto solo una mail di scuse con un lapidario ed agghiacciante Out of Stock in bella evidenza che ha fissato imbambolata ed incredula per almeno quindici minuti.
Tale sciagura le ha procurato uno scompenso cardio-circolatorio, l'increspamento dei capelli, vampate da menopausa galoppante ed istinti suicidi tramite il soffocamento con le briciole dei crackers alla pizza.
Parlate di se stessa in terza persona fa parte dell'elaborazione di tale lutto che difficilmente verrà superato come ogni desiderio alterato, come ogni amore non corrisposto.
Isabell Marant non mi vuole ed io impazzisco ancora di più di amore per le sue orride e sgraziate Bobby Sneakers.
Sfogo delirante a parte, in realtà avevo aperto Blogger per dirvi che sono davvero senza speranza, che mi piacciono tantissimo anche gli anelli di Balenciaga.
Non sono belli?
Costano anche loro quanto un rene sano e giovane  ma immagino che il prezzo sia giustificato dal fatto che hanno quelle multi forme un po' assurde, che sembrano un po' delle molle sfilate, che tutto sommato sono bruttini e che probabilmente uno ci può aprire le bottiglie di Corona od usarli come tirapugni in caso di catfight.
Per fortuna su Asos - grazie Asos, noi ti amiamo quanto amiamo Zara- hanno un sacco di soluzioni che non prevedano la vendita di un organo interno.



Quello in mezzo di chi sarà? Margiela?


Delle dita gonfie non ne pensiamo bene ma dello smalto bianco cosa ne dobbiamo pensare?

25 marzo 2013

Top of the flops

Abbiamo attraversato un periodo in tutto era vacante, in Parlamento si giocava a Risiko con i comici, il Presidente della Repubblica ci diceva ciaobelli ed il Papa  inneggiava ad Avignone.
Per fortuna che hanno eletto Francesco e finalmente un esponente del clero inizia a comportarsi come sarebbe stato d'uopo fare da secoli e noi, teneri ingenuotti, osserviamo il tutto con gli occhioni biondi luccicosi e la bocca spalancata.
Prima o poi arriverà anche un politico che possa esser chiamato tale?
Per il momento la vedo grigia,  nel parlamento gira gente che gioca a Poker di professione.


Intanto moltissimi non hanno lavoro e le fashion blogger dal cuore di panna dispensano scellerati consigli sui possibili outfit da colloquio.
Leggiamo insieme i consigli di Martina che palesemente confonde un casting Mediaset da Meteorina per un colloquio di lavoro.

"Cosa mi metto per un colloquio di lavoro?

18 marzo 2013

Britney is back #croptop

E' una notizia che serpeggia già da almeno due anni nel mondo della moda e che piano piano ce la ritroveremo tra le mani come un pugno di castagne appena tolte dal fuoco.
Temo che il tempo di tale sciagura ormai sia giunto, stanno tornando di moda i crop top, cioè le maglie corte.
Chi ha vissuto l'adolescenza negli anni 90 se le ricorderà bene tutte queste pance di fuori, spesso addobbate da piercing sull'ombelico e  tribali sul basso schiena, giustamente avvertirà un brivido freddo sulla schiena e nella testa gli partirà Hit Baby One More Time a tuono.
Lo so, sono cose difficili da digerire, andavamo al liceo- do per scontato che lo facevate anche voi, perché mi rifiuto di considerare che possano esistere genti nate dopo il 1982- e molte di noi giravano convinte con pantaloni svasati a vita bassa, crop top ( chi lo sapeva all'epoca che si chiamavano così?) spesso a maniche lunghe.
Anni difficili che nessuno vorrebbe rivedere, già bastano e avanzano i video di Jennifer Lopez che ostinatamente continua a vestire così.
Il rischio zarranta pertanto è altissimo ed io temo di vedere presto una marea di ombelichi 35enni in bella vista, io me ne guarderò bene visto che non potevo permettermelo manco a diciassette anni, figuratevi ora , ma poi minimo minimo mi viene una colite ed una cistite fulminante.
Lo so, con un background anni 90 viene difficile pensarlo ma non per forza dobbiamo categorizzare questo trend alla sezione" tamarrate", il crop top  può anche essere portato con stile e può risultare piacevole alla vista.
La soluzione migliore a mio avviso è un pantalone stampato a vita alta o, in totale antitesi con il concetto di crop top, essere portato con due strati per evitare di mostrare  il proprio addome.
Se invece volete un riscatto adolescenziale buttatevi sui crop top con scritte o numeri stampati e che le Fate vi perdonino.



15 marzo 2013

Beautiful liar

Oggi in un momento in cui praticavo la salubre arte del cazzeggio sono capitata su uno di quegli inutilissimi portali rosa in cui riportavano spassosi dati di peso e taglie di molte tizie famose amerigane- odio la parola vip, detesto celebrities e mi piace parlare come magno- ed ho avuto la seguente epifania.
Tutte da bambine ci immaginavamo da adulte identiche alla nostra Barbie del cuore, bella, alta, magra, bionda e principessa con carta di credito imperiale.


Crescendo poi si capisce che il mondo, l'universo, il cosmo e pertanto la bellezza sono tutte entità regolate da leggi fisiche, da questioni matematiche e da numeri con cui prima o poi ci dobbiamo scontrare.
La bellezza poi è il tripudio della manifestazione materiale del concetto di numero.
Misure, taglie, altezze e circonferenze che miscelate dal potere arcano della botta di culo possono dare la risultante di una figa della madonna.
Quando guardate Adriana Lima pensatela solo come ad un serie di proporzioni numeriche magicamente corrette, una sorta di serie di Figonacci e vi sembrerà forse più umana e meno sconvolgente.
Invero a me di chili, taglie e circonferenze non me ne frega una mazza, non mi peso da quando Bill Clinton era presidente e Monica Lewinsky raccoglieva puntine sotto la sua scrivania, ben me ne guardo dal farlo, e guardo con affetto materno la circonferenza gioviana delle mie cosce mentre corro per chilometri.
La matematica matrigna mi ha voluta così, con le gambe di un terzino ed il culo di Niki Minaj, ed io ne son contenta, poteva andarmi peggio, potevo nascere Francesca Cipriani, o Flavia Vento oppure potevo finire sotto ecstasy a ciucciare i vasi come Sara Tommasi, insomma potevo nascere scema.
Molte donne invece a questi numeri ci tengono talmente tanto da farne una ragione di possibili gioie, dolori o drammi reali non capendo che nella vita conta ben altro ma soprattutto che basta barare.
Sono solo numeri e se Mariah Carey può dichiarare al mondo, senza essere lapidata da pomodori marci, di essere quarantotto chili, e non per gamba, possiamo farlo anche noi.
Se J. Lo può sostenere di  essere una taglia quaranta malgrado il suo culo in una quaranta non ci entri nemmeno messo sottovuoto e cosparso di grasso di balena, in caso di evenienza, mi pare corretto che possiamo mentire e mistificare i nostri chili senza remora alcuna.
Idem per gli anni, pensate a Manuela Arguri che sono almeno dodici anni che dichiara di averne ventinove  e tutti i fidanzati ed i giornali di gossip le credono.
Morale, se siete una quarantasei, dichiarate al mondo maschio di essere una quarantaquattro e continuate a mangiare la pastasciutta, quelli sono biondi e vi credono.

10 marzo 2013

Praticamente è un post sulla fashion week di Parigi ma non so metterci un titolo

Ho letto tante recensioni sulla Paris Fashion Week, molto noiose, molte boriose, molte incompetenti, altre interessanti.
Scrivere recensioni per ogni singolo show non è cosa semplice sostanzialmente perché serve una grande competenza e conoscenza per proporre un punto di vista interessante ed alternativo a vari "Balmain vuole una donna strong-urban" ,soluzioni talmente standardizzate e banali che provo imbarazzo a leggerle.
Sono solo un grande elenco di aggettivi esterofili spesso passe par tout per ogni diversa evenienza che mi irritano quanto l'abusato "outfit" o "amazing" di molte fashion blogger.
Lungi da me pertanto avere la presunzione di farvi delle tardive recensioni competenti, coerenti e acculturate, mi limiterò a dirvi a modo mio cosa mi è piaciuto mostrandovi tutta la mia blasfemia dissacrante senza la minima vergogna.
Sostenere che la moda vada a pari passo con la storia contemporanea è una scoperta dell'acqua calda, ovviamente tutta questa austerity economica con cui ci bombardano i maroni da mesi ha influenzato molti designer che hanno proposto, vedendoci evidentemente affinità storiche, tagli e silhouettes tipiche della fine della Seconda Guerra Mondiale che Dior fece sfilare nel 1947.
Tantissimi tagli a clessidra, tanto classicismo, sicuramente piacevole, ma che per me fa un sacco Eva Braun o Elisabetta adolescente e che giammai metterei.

Rochas

03 marzo 2013

Maledetta Primavera.

Ormai è Marzo e vorrei tanto dei ciliegi giapponesi in fiore intorno a me ma soprattutto essere a Parigi.
Se mi invitassero alla Paris Fashion Week probabilmente raggiungerei  livelli social imbarazzanti condividendo  la cosa in ogni portale a me noto e mi metterei ad instagrammare inviti come se non esistesse vergogna o dignità.
Diciamocelo, andare a vedere live uno show di Chanel o Lanvin a Parigi è cosa figa mica è un Purina Day.
Invece sono qui a fare i conti con le solite menate:  lavoro, povertà, gambe da terzino e culone.
Oggi oltre a tali disgrazie sto prendendo atto che a breve saremo in piena primavera, cioè con temperature per i miei gusti tropicali, ed io come al solito non ho nulla da mettere e trovo poco che mi piaccia.
Temo sia per un rifiuto mentale, la primavera è la quiete prima della tempesta estate.
Estate che per me è sinonimo di: caldo, sciagure, sudore, puzza, non dormire causa caldo, insetti, minchia mi son scottata, gente che gira in infradito, gente malvestita, zanzare ad infinitum.
Io rivoglio Ottobre, rivoglio l'Avvento e rivoglio Natale.
Tenetevelo voi Ferragosto, barbari portatori di Havaianas che non siete altro.
Deliri a parte, namo con ordine, vediamo cosa pare voglia imporci il malato mondo della moda.

1) Bianco- Nero. Righe o Scacchi, fate vobis.


via vogue.con

Il binomio di colore più hype è il black and white per la gioia delle nostre retine.
Sicuramente le stampe geometriche come scacchi o righe sono le più gettonate.

27 febbraio 2013

Top of the flops #Oscar Edition

Non sono sparita, sono solo stata qualche giorno in Austria sopravvivendo al week end più polare, gelido e nevoso dell'inverno austriaco.
Talmente nevoso che quando sono atterrata ho pensato di essere a Mosca ma soprattutto ho capito che mettermi delle Nike Blazer era stata una vera idea marrone degna della peggiore fashion blogger.
Ma niente mi ammazza e sono qui, viva, senza nessuna broncopolmopeste in corso e con degli anticorpi che dovrebbero essere studiati ed utilizzati  per la produzione di vaccini anti ebola.
Nel mentre ci sono stati gli Oscar e voi lo sapete come la penso di questi eventi.
A livello di stile li trovo di una noia mortale.
Sono tutti look lontanissimi dalla realtà, tutti long dress spesso di haute couture, tutti diamanti, tutti chignon, tutta noia.
Trovo sempre pochissime cose interessanti e non riuscirei a stilare una classica delle meglio vestite perché probabilmente mi addormenterei alla terza foto wannabe dea greca ed alla seconda posa Angelina con la gamba che sbuca da uno spacco inguinale.
Trovo più interessanti i disastri come Jane Fonda che deve aver attinto direttamente dal guardaroba del set di Beautiful. ( Vi è partita la sigla in testa, eh? )
Immagino sia una delle creazioni di casa Forrester.



21 febbraio 2013

Nuove dal mondo della moda

L'altro giorno sul New Times Style Magazine ho letto un pezzo di Suzy Menkes sul circo della fashion week e dei blogger.
Può sembrare una posizione nostalgica e poco aperta ai rinnovamenti ma io trovo che su molti punti abbia totalmente ragione.
Soprattutto in passaggi come questo:

Ah, fame! Or, more accurately in the fashion world, the celebrity circus of people who are famous for being famous. They are known mainly by their Facebook pages, their blogs and the fact that the street photographer Scott Schuman has immortalized them on his Sartorialist Web site. This photographer of “real people” has spawned legions of imitators, just as the editors who dress for attention are now challenged by bloggers who dress for attention.



20 febbraio 2013

Shopping selection tamarra

        


Io lo so, quando vedrete questo post penserete " Guardala, guardala c'ha un fashion blog e va che gusti di merda!!" e un po' avete anche ragione visto l'alto livello di zarraggine che lo compone.
Ogni tanto mi prendono questi trip e abbandono, almeno mentalmente, il perenne status monacale composto da atomi di nero e di Cos per approdare a lidi più tamarri.
Andiamo con ordine.