19 giugno 2013

Top of the flops

Fare il blog-tour per questa rubrica mi fa sempre piangere come la Madonna di Civitavecchia durante un Maurizio Costanzo Show di fine anni 90.
Le cause sono da ricercarsi in svariate tragedie quali: una grafica in cui pervade il fucsia o altre soluzione degne di un Windows Live Spaces gestito da una quindicenne nel 2002, lo stupro della lingua inglese, lo stupro della lingua italiana e la marchetta compulsiva.
Nonostante i suddetti pericoli affronto sempre impavida il sottobosco e non della blogsfera italiana a caccia del peggior trash pecoreccio che solo una puntata di Uomini & Donne piena di segnalazioni può regalare.
Trash che questa settimana ha raggiunto vette altissime al cui vertice stanno le ciabattazze pelose di Phobe Philo.
Ho giusto asserito l'altro giorno che le Superga di Chiara Ferragni mi piacevano, che aveva fatto un buon lavoro e Giove mi ha punito fulminando con questa iconografia maligna.
Sono mesi che diciamo che Céline ha fatto, per usare un francesismo, una minchiata con quelle scarpe con il pelo, nemmeno un Uomo di Cromagnon le avrebbe usate per scaldarsi nella caverna.
Credo che sognerò queste cibattazze con la stessa ansia con cui ho sognato Samara ai piedi del mio letto per mesi dopo la visione forzata di Ringu.



                                                                                                   Via The Blonde Salad

18 giugno 2013

Karma e Superga #fashionmoodboard

Il destino è per i pigri e gli ignavi, io ho sempre preferito pensare al concetto più attivo e personale di karma, lontanissimo dall'ingestibile passività del fato.
Queste eredità di coscienze passate però possono pressare l'esistenza e regalare duri insegnamenti probabilmente disattesi nelle altre vite.
Io sarò stata una testa di cazzo, cosa vi devo dire, altrimenti non mi spiego il mio attuale bilancio totalmente in avere di cui ovviamente colgo gli aspetti più pregni di significato esistenziale come la mancata magrezza ossuta ed un guardaroba privo di Valentino.
Che intellettuale impegnata che sono, vero?
Talmente impegnata che non vedo l'ora di vedere Bling Ring di Sofia Coppola la cui trama, direttamente copiata incollata da Wikipedia, è la seguente: Il film racconta la vera storia di un gruppo di ragazzi ossessionati dalle celebrità (Rebecca, Marc, Nicki, Sam e Chloe), noto appunto come The Bling Ring, che nel 2009 rubò milioni di dollari in gioielli a celebrità come Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson e Lindsay Lohan.
Una roba bionda imperdibile, in uscita a settembre.


11 giugno 2013

Get the caldo look

{Prima di iniziare il post di oggi voglio urlare la mia immensa gioia a tutto il mondo: ISABEL MARANT PER H&M 14 NOVEMBRE 2013!
Ufficio stampa di H&M se non mi inviti alla preview, io grandissima estimatrice dell'Isabella e fiera padrona di sue zarrissime scarpe, ti vengo ad invadere lo store con un manipolo di Uruk-Hai incazzati.}


Questo non è clima instabile, non è tempo marroncacca, queste sono escursioni termiche tropicali che avvengono nel giro di pochissimi minuti e ti fregano sempre ed inesorabilmente.
E' tutto nero, nuvoloni nefasti, sembra il Monte Fato con Sauron che forgia anelli malefici, l'aria è quella di ottobre e la cosa più saggia da fare è coprirsi.
La certezza è che dopo due ore uscirà il sole, ci saranno trentacinque gradi all'ombra e di conseguenza si consumerà una sauna svedese nelle vostre scarpe,  i jeans si tatueranno in modo indelebile all'interno coscia ed  una panchina all'ombra al parco dove spiaggiarsi, iperventilando come un labrador,  sembrerà un miraggio.
Ci sono gli uccellini che cantano, il cielo è sereno, c'è il sole e vi viene un'inaspettato slancio di effimero ottimismo vestendovi con cose leggere?
State pur certe che una tempesta tropicale è dietro l'angolo con un secchiate di pioggia gelida, vento e una cistite garantita.
Sono due mesi che qui si alterna Bora Bora a  Forks nella penisola di Washington.
Ma il caldo sta arrivando,  le previsioni parlano già di più di trenta gradi per giorni e giorni quindi prepariamoci ad affrontare il caldo con stile e dignità.
Ma soprattutto evitiamo la peste della banalità fatta di gonnellina e camicetta tutti i santi giorni o zarranza di infradito e shorts inguinali sdrucidi.
Cosa rimane?

Il vestitino centrinobohohippysarcazzo insomma quello

I vestitini della nostra amica Isabella, che qui vedete indossato da Poppy Delevingne sono davvero bellini, fanno un sacco California e festival nel deserto.
Costano una fucilata ma Mango ed altri fast fashion ci vengono in aiuto per il centrino look.


Sono perfetti con una piccola tracolla e dei simil Salomè, a me piacciono anche con gli stra visti Dicker Boots.




10 giugno 2013

Best of Resort 14

Le chiamano Resort, Cruise negli Usa, pre-collezioni  ma la sostanza non cambia: sono delle piccole collezioni, intermedie al normale calendario, ben vendibili per i buyer ed il mercato, dai toni poco eccentrici e che portano grandi guadagni alle case di moda.
Certo se sommate tutte le collezioni, tra pret a porter ed haute couture, nel mondo della moda praticamente in un anno ci sono quindici stagioni ma guardando le foto non mi lamento assolutamente.

It doesn’t matter whether you call it Resort, Cruise or pre-season collection: in fact, at the end of the day all these terms define those small, inter-season clothing lines, easy to sell for both buyers and the fashion market, resulting in a great source of income for the fashion brands.

Basically a year in the fashion world is made up of fifteen seasons if we add up all the collections, considering the ready-to-wear lines as well as the haute couture ones; however, after taking a look at the pictures, I can't say this bothers me- actually, I really can't complain.
Balenciaga

06 giugno 2013

Dove lo trovo?

Nuovo dove lo trovo?, ovvero alcune delle vostre domande che mi fate via mail concentrate in un post.
Roberta P. mi inoltra una foto di Solange Knowles al Coachella e vorrebbe sapere di chi sono i sandali, quanto costano e se c'è una versione, nel caso di prezzo elevato, lowcost.
Questi sandali sono di Stuart Weitzman ed il modello si chiama Solo, costano sulle 300€ e  ci sono in vari colori.


Altre soluzioni simili le propone Chloé e svariati lowcost come Topshop







04 giugno 2013

Cose che vorrei

D'estate sono simpatica e tollerante come Sebastiano di Fuori Menù di fronte ad un'inetta che non sa salare l'acqua della pasta.
Pertanto questa primavera fredda, oltre a rallentare l'orrenda ondata dei malsani portatori di infradito, mi rende felice quanto può solo un piatto caldo di carboidrati a caso.
Ma il caldo è in arrivo ed io sono chiusa nel mio bunker anti zanzare- mi hanno già punto le maledette!- a riempire pagine di cose che vorrei.
Cose dal parco e modesto costo come al solito.
Ogni oggetto che entra nella mia wish-list inspiegabilmente si rivela costoso quanto un passaggio a Monopoli su Parco della Vittoria e Viale Giardini zeppi di alberghi.
Ma andiamo con ordine, vediamo qualcuna.

Jeans seri


Voglio dei jeans seri, di quelli di cui stivo pericolosamente immagini nel mio pc da mesi.
Nello specifico Current Elliott, Rag and Bone o Acne Studios.
Costano quanto un cucciolo di drago al mercato nero di Diagon Alley pertanto mi rivolgo a te, benefattore anonimo, cosa saranno mai 300€ nell'ordine cosmico dell'universo se rendono felice la tua blogger preferita?











31 maggio 2013

Top of the flops Cannes edition

Mi chiedo perché nessuno si sia degnato di invitarmi a Cannes.
Niente manie di presenzialismo o di divismo, sia chiaro, io ci volevo andare solo per twittare senza ritegno l'hashtag del millennio: #diorcannes.
L'assonanza blasfema, involuto epic-fail di qualche Pr Francese, mi ha fatto sganasciare come poche cose al mondo, come forse solo l'outfit di Nicoletta Reggio per Sarah Scazzi.
Ma chi va a Cannes?
Chiunque, probabilmente pure la vostra parrucchiera è andata a spararsi le pose sul red carpet con l'iphone come ha fatto senza alcuna vergogna la Ferragni.


Ma le vere dive?
Letizia Casta è bella e fortunata: con quei denti osceni è riuscita a fornicare con quel figo di Maxibon Accorsi.
Ma vestirsi da Condor reale per Cannes temo che non sia stata una buona idea come non lo è stata quella di cagare sugli scogli del resto.




30 maggio 2013

On the Darkside they have Birkenstocks

Ci sono cose che sono oggettivamente brutte, inguardabili, sgraziate ma che inspiegabilmente vengono fatte sfilare in passerella con la mistificazione della creatività e della sperimentazione.
Tali sfrontatezze si alimentano con la convinzione che ci sarà sempre la editor o la giornalista pronta al lobotomizzato clap-clap dal front row dove tutto è superlativamente anestetizzato.
Poi però le maison non vendono, c'è la crisi del mercato ma non è necessario chissà quale analista per comprendere l'indecenza di un paio di ciabatte col pelo vendute a più di mille euro.
La cosa sconvolgente sono gli editoriali ispirati da questi sciagurate creazioni e le blogger che, tronfie di un ego privo di personalità, girano con le Birkenstock ed i calzini.

Temo di essere troppo vecchia, intollerante e caustica per tollerare tutto questo.


There are undeniably ugly, repellent and ungraceful garments; yet, they inexplicably appear during fashion shows, manipulating the concepts of creativity and experimentation.
This insolence is encouraged by the belief that there will always be a fashion editor or a journalist ready to clap no matter what from the front row of a fashion show, where everything is extremely numb.
But then designer labels struggle selling their collections: yes, it’s the crisis’ fault, but we certainly don’t need a market analyst to understand the obscenity of a pair of furry slippers put up for sale for over one thousand euros.
The most disturbing consequence of this mystification are the magazine editorials inspired by these awful creations, as well as the sight of fashion bloggers with no personality wandering the streets wearing socks with Birkenstocks.

I fear I’m too old, inflexible and way too nipping to tolerate all this shit.


27 maggio 2013

Mi piace la Disco Bag di Gucci ma non diciamolo a nessuno

C'erano un sacco di cose che mi piacevano prima che tutto il mondo le scoprisse e ne abusasse in modo ignobile portandomi a ripudiarle.
Ad esempio i Macarons mi piacevano, non se li filava nessuno, erano freddi ed un sacco colorati, ma mi piacevano: adoravo quelli al caramello salato, al cioccolato, ai fiori d'arancia e al pistacchio.
Poi inspiegabilmente il mondo delle fighe di legno li ha scoperti e la mia voglia di mangiarli è scemata lentamente.
Li hanno rovinati con tutto il loro mainstream plasticoso, come hanno rovinato Audrey Hepburn.
Audrey era lì, nell'Olimpo delle dive epiche, icona di stile e protagonista di film bellissimi come Sabrina, ignara di essere scelta come mito dall'esercito delle fighe di legno armate del trinomio demoniaco speedy monogram-Sex and the City-tacco dodici.
E non serve a nulla possedere un cervello che ragiona in moda autonomo e critico per superare la cosa perché è come per un nome:  Beatrice ti è sempre piaciuto, ci volevi chiamare tua figlia così, poi conosci una  tizia detestabile che si chiama in quel modo e basta, di botto quel nome non lo sopporti più.
Tutto questo per dirvi che mi piace un sacco la Disco Bag di Gucci per svariati e validi motivi: il taglio vintage, le dimensioni giuste per essere usata in qualsiasi momento, la comodità, i colori e non da meno il prezzo affrontabile.
Vediamo di non farla diventare troppo di moda però che vorrei comprarla, magari rossa.

22 maggio 2013

Questo dovrebbe essere un #diy

Ho la manualità di Australopithecus Afarensis, non so nemmeno attaccare un bottone, a volte sono talmente imbranata con le cose manuali- poche battute- che temo di non essere dotata di pollice opponibile ma, malgrado tali sciagurate premesse, a grande richiesta vi faccio un diy post.
L'oggetto della mia diabolica manualità erano le slippers personalizzate con le iniziali che avevo visto su tantissima gente giusta come Carlotta Oddi, sulla stilosissima Elena Braghieri e su Garance.
Incurante del pericolo e della pubblica gogna, armata di potenti mezzi tecnologici come un paint ed un iphone, vi mostro le mie slippers personalizzate con sapiente ingegno.

Scarpe per gente con problemi evidenti di ego ma orgogliosi di tali turbe.

Su Instagram e via mail mi avete chiesto in tante come ho fatto a realizzarle, alcune di voi, tenerissime, mi hanno persino chiesto se le avessi ricamate ioahahahaha.

20 maggio 2013

Scarpe e luoghi comuni

Pensate ai pezzi che tutti conoscono, quelli che anche vostra nonna per sbaglio sa riconoscere, quelli davvero overplayed: le canzoni identificative di una band.
Pensate tipo a Losing My Religion.
Quante volte l'avrà cantata Micheal Stipe? Quante volte gliel'avranno chiesta? Quante volte hanno passato il video, bellissimo per altro, su Mtv? Mi sono sempre immaginata Stipe con la morte morale mentre gli chiedevano per milionesima volta di ricantarla, come Yorke con Creep.
I luoghi comuni sono così, come le canzoni overplayed, diventano tali proprio perché tutti li condividono ed alcuni sono vecchi quanto è vecchio l'uomo, quanto è vecchia la pietra od il fuoco.
Non ci sono più le mezze stagioni.


Think about the songs everybody knows, those that even your grandma can identify, the overplayed songs: the iconic tunes of a band.
Kinda like “Losing My Religion".
How many times has Michel Stipe sung it? How many times has he been asked to sing it? How many times has MTV aired that wonderful video? I’ve always pictured Stipe dying inside as people asked him to sing it for the millionth time, just as Yorke with “Creep”.
Clichés are just like overplayed songs, they become stereotypes because everybody agrees on the matter and some of those clichés are just as old as mankind, as rocks or as fire.
Spring and fall do not exist anymore.





Sono trentuno anni che lo sento asserire da chiunque come lamento quotidiano sostitutivo del buongiorno, trentuno anni in cui io, vivendo in mezzo al verde, di primavere e di autunni netti invero ne ho visti parecchi.
Perché esiste questo luogo comune? 
Come lo volete chiamare questo strano periodo di inversione totale?
Freddo in casa e caldo fuori, un'escursione termica paragonabile allo sbalzo giorno-notte nel deserto.
Le mezze stagioni esistono e sono quel momento dove parte della popolazione gira in canotta e l'altra ancora col piumino.
Chi sia poi in errore non spetta a me giudicarlo, io sono più preoccupata da un tema spinoso e di enorme portata morale: che scarpe mettersi?
Procediamo per un metodo analitico ad esclusione.
Non credo di doverlo nemmeno specificare ulteriormente che in ogni paese civile dovrebbero essere bandite  le spuntate e le scarpe con il plateau, vero?
Elimino anche gli stivali estivi, ossimoro vivente, insieme ai biker boots e simili che già nel 2011 non tolleravo più.
I sandali non li sopporto, unica eccezione sono i Salomè di Rondini ma  di quelli parleremo a Luglio non adesso.
Le creepers vere o le altre sneakers, tipo Converse o Superga, con il platform per cui molte impazziscono per me sono terrificanti quanto un paio di Free Run gialle con una gonna e mi rifiuto di parlarne.
Comprendo il sadico giogo della moda, comprendo gli infidi meccanismi di influenzamento celebrale a cui siamo sottoposte, ma quelle scarpe fanno piangere sangue e stanno male a chiunque.
Le ballerine le ho amate tanto solo ed esclusivamente nella versione basica, classica, monocromatica e rasoterra ma, diciamolo, non sono proprio hype.
Basta.
Cosa ci rimane? Cosa piace a Rossana?


I’ve been hearing this stereotyped sentence for 31 years, overused by anyone as a daily moan instead of “good morning”; and I gotta say that during these 31 years, as a person who lives surrounded by nature,  I have actually seen lots of proper spring/fall times.
Why does this cliché even exist?
How would you call this weird time of complete temperature inversion?
Cold inside the house but hot outside, a temperature range only comparable to the day-night temperature leap in the desert.
Spring and summer do exist and they occur in the exact moment when one side of the population already wears tank tops, while the other side still wears coats. It isn’t up to me to decide who does the wrong thing here, as I’m more worried about a thorny issue with a huge moral impact: Which shoes should we wear?
Let’s get into it by elimination.

I shouldn’t even point out that every evolved country should ban peep-toe shoes and platform pumps, isn’t it?
I exclude summer boots, living oxymoron, and biker boots too,  a type of shoes that I couldn’t stand even in 2011.
I can’t put up with sandals, except for the Rondini “Salomè”, but we’ll talk about them in July, not now.
I refuse to talk about creepers or any other kind of platform sneakers -like Converse or Superga- that everyone has been craving but which, in my opinion, are as terrifying as a pair of yellow Free Run matched with a skirt.
I understand the evil domination of fashion, I understand the deceitful mechanisms of persuasion we’re subject to, but those shoes make cry blood and plus, no one looks good in them.
I loved ballet flats so much only in their basic version, the classic, monochrome, flat one. But, let’s say it, they’re just not hype anymore.

Enough.

What’s left? What does Rossana like?

15 maggio 2013

Il grande Gatsby, Charlotte Olympia and more #fashionmoodboard

Sono giorni strani, giorni in cui non trovo nulla da Zara che mi piaccia, in cui guardo svogliata qualsiasi blog planetario che tutto quel bohochic e quei Carol di IM proprio non mi piacciono, giorni in cui ascolto in loop la colonna sonora de Il grande Gatsby in attesa di correre al cinema a vederlo.
Quanto sono belli i pezzi di Lana del Rey e di Florence and the Machine?
Vi invito anche a vedere la board Pinterest di Tiffany & Co  dedicata ai gioielli del film.

13 maggio 2013

#stealherlook

Non ho una posizione ancora chiara sulla riconoscibilità delle blogger.
Mi spiego meglio: è cosa ottima avere un chiaro ed identificabile stile rispetto all'essere un mero manichino ad uso e consumo delle aziende senza possedere una chiara e propria ma personalità ma il confine della ripetitività, voi capirete, è labile.
Il rischio di proporre sempre le stesse soluzioni, di essere sempre uguali a se stesse è grosso.
Prendete Atlantic- Pacific che personalmente mi piace molto ma indubbiamente propone sempre quelle tre o quatto combinazioni: colore acceso/stampa, gonna/vestito, righe, molto bracciali, tacchi ed occhialoni.
E' sempre bella, probabilmente così è semplicemente se stessa ma forse non dovrebbe provare a proporre qualcosa di diverso ogni tanto?

I don’t have a clear view on bloggers’ identity.
In other words: It’s a great thing to have a definite and recognizable style rather than being a mere fashion mannequin with no personality, exclusively controlled by companies; however, there’s a thin line between having a clear style and monotony.
The risk of always wearing the same outfits and looking always the same is pretty high.
Let’s consider Atlantic-Pacific. I personally like her style but, without any doubt, she always shows the same three or four combos: intense colour/print, skirt/dress, stripes, lots of bangles, heels and oversized sunglasses.
She’s always beautiful, probably she’s just being herself but maybe shouldn’t she try wearing something different, sometimes?






Eccovi il migliore item che ha proposto recentemente Zara: una gonna-pantalone con taglio a tulipano insieme ad una bellissima t-shirt di Top Shop su Fashion Distraction.


Here’s the best item that Zara’s recently put on sale: a fold over “skort” with a tulip hem, here mixed with a wonderful Top Shop tee on Fashion Distraction.

10 maggio 2013

Untitled#3

Odio le ciliege, i temporali, l’ultima visita di Whatsapp, i teschi, parlare al telefono, lo smalto che si sbecca, la frutta in generale, le grate,  Angel di Thierry Mugler, l'uso compulsivo della preposizione " in" per qualsiasi complemento di luogo, i mezzi pubblici, il giallo, l'aceto bianco, la batteria dell'iphone, le lamentele femminili, i loghi e le borse monogrammate, i pantaloni a zampa, i paranoici, la nostalgia, il marrone, le paure, chi non cucina, chi non mangia, quelle coi capelli mossi e la frangia liscia, gli stivali estivi, i rimpianti, le malattie, il boho chic, i foulard da hostess, le persone che se vanno per sempre, le pareti arancioni, la cellulite, i capelli crespi, chi ti cerca solo per bisogno, i programmi del pomeriggio della Rai, la presunzione, le scarpe aperte, il caldo in città, la pasta lunga, chi parla solo di lavoro, chi parla solo dei figli, chi non legge, chi "ascolto di tutto..quello che passano in radio", chi ascolta solo musica italiana per principio, le calze color carne manichino, la spuma per i capelli, gli addii, le violenze, l'odore di ruggine, i cinema multisala, chi chiama la merenda brunch, gli ombretti viola, chi si definisce multitasking, chi non ha ironia, le minigonne di jeans, i tagli asimmetrici, i tormentoni estivi, facebook, le cozze, i crostacei, le creepers, chi si fa le lampade, capodanno, le camicie sciancrate e le scarpe con il plateau.
Mi piace invece Pinterest e guardare immagini random.
Buon week.


08 maggio 2013

She wore Blue Velvet #lanadelrey

Ieri sono stata al Forum a vedere Lana del Rey,  il mio primo concerto pop in assoluto.
Ho visto una moltitudine infinita di live in vita mia ma ho sempre evitato come la peste i fenomeni commerciali  con la convinzione che valga la pena vedere solo gruppi che sanno suonare anche al di fuori di un ipod o di Mtv.
Lana del Rey però mi piace, mi piacciono i suoi pezzi ed il relativo mood, i suoi capelli- particolare assolutamente rilevante- e tutto quel sadcore vintage che la circonda.


Non avevo alte aspettative, mi aspettavo un live onesto con delle punte di divismo aderenti al personaggio ed un pubblico in delirio.
In realtà  il Forum non era pieno, tanti  hipster e pseudo fashioniste munite di una banalissima corona di fiori.
Lana del Rey? Sostanzialmente rientra in quel calderone di artisti sapientemente plasmati dal marketing che su disco spaccano ma un live è meglio se lo fanno solo in playback.
Lana è tanto divismo, tanto botox, tante moine, molto gatta morta ma priva di una reale presenza scenica musicale ed un po' persa nel suo personaggio.
Tanta apparenza, poca anima in un live brevissimo dove, se non sbaglio, c'è stato anche un frangente di playback e dove mi sono piaciute solo Young and Beautiful e la cover di Blue Velvet.
Pare evidente che è d'uopo lasciar perdere questi slanci pop, torno a vedere gruppi seri: I Killers e i Blur a Milano.
Se qualcuna di voi ci va mi scriva che ci incontriamo.
Ah, avevo aperto blogger per dirvi che questi sandali, i Carol di Isabel Marant, che si vedono ovunque sulla blogsfera non mi piacciono per niente.
Sbaglio?
viafashiontoast

07 maggio 2013

Se siete depresse andate da Sephora #review

E' come coi telefoni, come coi telecomandi, come con una consolle o con un piccì: il giorno prima funzionano e sono fighi, il giorno dopo sono obsoleti.
Il momento in cui avviene tale drastico e fulmineo passaggio è più oscuro e misterioso della trasfigurazione della povera Kim Kardashian che il mondo si ostina a chiamare gravidanza.
Bene, l'altro giorno, con il potere delle più potenti pms, la mia faccia è passata dall'essere un Iphone 5 a Nokia 3310 in una notte, da pelle di giovane sedicenne a Lindsay Lohan dopo una sbronza, roba da methfaces.
Così ho fatto la cosa più ovvia, ad eccezione del suicido per abbrutimento, e sensata da fare,: sono andata da Sephora.
Ne sono uscita con ( prego, leggere con accento fantozziano, grazie): gommage di Ysl per rianimare le assopite cellule epiteliali, uno smalto color Laura Palmer post ritrovamento e Les Beiges di Chanel.


Non sapevo esattamente cosa fosse ma la scritta "Chanel le beiges poudre belle mine naturelle - healthy glow sheer powder" mi pareva abbastanza e sufficiente per non indagare oltre ed andare dritta alla cassa.
Il mio istinto biondo aveva ragione, questo Les Beiges funziona.

06 maggio 2013

Dries Van Noten shirt #inspirations

Il tartan in primavera, forse per rottamare quelle che ogni anno fanno la battuta " Floreale in primavera? Avanguardia pura", possibilmente mixato coi bomber fantasia.
Ci vogliono brutte, come solo al ginnasio nel 1995, ed io ovviamente apprezzo.

29 aprile 2013

C'ho intenzione di invadere gli Stati Uniti

Premessa: inspiegabili ragioni muovono parecchi lettori statunitensi- Hi guys!!(cit)- in questo blog pertanto da oggi troverete una tantum la versione in inglese dei  miei post.
Calmi, non iniziate a sudare freddo: chiaramente non tradotta da me che potrei far sanguinare gli occhi a mezzo globo anglofono, ma dalla bravissima Silvia che non ringrazierò mai abbastanza per questo prezioso aiuto.
Alcuni la conosceranno come Serviette ed il suo profilo è un buon motivo per abbandonare le lande imbarazzanti, popolate da gatti e banalità, di Facebook ed approdare su Twitter.
Date il benvenuto a Silvia, seguitela su Twitter, e trattatemela bene che sennò vi piazzo quattro testate nucleari sotto casa.
Veniamo a noi.






Il processo in cui inizia a piacermi qualche trend discutibile è sempre lo stesso: inizialmente disgusto, orrore, posizione di netto rifiuto manifestata tramite la scrittura di post e di tweet a cui segue però un malefico bombardamento di immagini di fighe che lo sfoggiano in modo sublime.
I primi pensieri "Non male però" si insinuano nella mia instabile testa ed il "lo devo avere" può essere la sola logica conseguenza di questo malefico processo.
Tutto perché ho una mente debole, facilmente corruttibile come solo quella di un adepto di Scientology.
Quindi ora, regina della contraddizione quale sono, vi dico che mi piacciono gli earcuff  pieni di pietre per una giusta esistenza sobria insieme allo smalto bianco.
Ho visto questo maglione leggero di Wang in saldo sotto cui vedrei bene un top crop/bra in trasparenza.
Gli occhiali rettangolari Céline li ho provati l'altro giorno, sono bellissimi, da occhi a cuore proprio.
La Marcie Satchel di Cholè la trovo deliziosa e ha un prezzo tutto sommato contenuto rispetto ad altre borse di cui vi ho parlato qui.
Vedo ovunque, su blog stranieri, queste scarpe in plexy di Gianvito Rossi che trovo davvero belle ma immagino però  che da indossare, soprattutto con il caldo, siano un vero incubo.
Come sempre le mie selezioni prevedono un esborso di sangue notevole e la vendita di un rene buono al mercato nero, dunque ora capite perché per affrontare una stagione dovrei varare una manovra finanziaria con un summit di dieci saggi e avere le disponibilità dello stato del Liechtenstein.
Tutto nello mia testa ovviamente, a disposizione del primo bravo analista che passa di qua.


The process I usually go through when I end up liking questionable trends is always the same one: at first I’m grossed out by a trend, after that I’m horrified by it, then I stand up against it via blog posts and tweets that are subsequently followed by, though, an evil amount of photos of hip girls wearing said trend and looking divine.
Thoughts as “It isn’t really that bad” begin to creep into my unstable mind and the only logical consequence of this whole evil process will finally be “I must have it.”
This probably happens because I’ve a vulnerable and easily corruptible state of mind, only comparable to the mental balance of a Scientologist.
So now, as I’m the Queen of Contradictions, I’m gonna tell you that I actually like earcuffs covered with crystals: they’re perfect for a proper “plain” life, teamed with white nail polish.
I saw this Alexander Wang lightweight sheer sweater on sale and I’d play on its sheer effect by adding a crop top/bra underneath.
The other day I tried on these Céline flat top sunglasses: they’re gorgeous, and they totally left me with heart-shaped eyes.
The Chloé Marcie Satchel is lovely and it’s reasonably priced compared to other bags featured on this blog.
These Gianvito Rossi plexiglass pumps are on every foreign fashion blogs: I personally think they’re stunning, but I guess they could be a real nightmare during summer.
As usual my shopping selections involve a remarkable expenditure of blood and treasure, as well as considering selling a kidney to the black market: that’s why, in order to survive just one season, I should promulgate a Budget Act together with a gathering of economic consultants, along with the Liechtenstein’s financial assets at my disposal.
This is the sort of thoughts floating around my head, which, by the way, is in the hands of the first qualified analyst who’s willing to have a look at it.

Shop the post




23 aprile 2013

Vi prego di leggervi questo Top of the Flops con sottofondo la sigla di X-Files

Mistero lo dovrei condurre io, porterei in prima serata tematiche interessanti quali:  l'inspiegabile sparizione delle forcine per capelli che subiamo ogni giorno, l'analisi dell'assurdo momento storico in cui avete deciso che gli orologi d'oro di Michael Kors fossero fighi, il chiaro e lampante rapporto tra rapimenti alieni ed uso delle creepers e la mutazione di Kim Kardashian che tutto il mondo chiama gravidanza.
Attenzione, nulla vi è di male nell'ingrassare come vitello texano nei nove mesi di gravidanza ma io credo sia evidente che l'abbiano presa per il remake di Free Willy e ci stia fregando tutti con la storia del bambino.

via the superficial

17 aprile 2013

Shopping selection, felpe edition

Volevo fare un post serio sulle felpe, dirvi che sono state il minimo comune multiplo dello street style in tutte le sue declinazioni e combinazioni stilistiche possibili.
Volevo dirvi che si è visto di tutto, non solo Kenzo con le sue tigri overplayed, ma anche - e soprattutto - centinaia di alternative altrettanto interessanti che toccano sia l'ambito del luxury, almeno nel prezzo, sia quello del fast fashion.
Avrei voluto dirvi che la cosa interessante di questo capo è la sua versatilitá: può tranquillamente scostarsi da un binomio di sneakers e jeans o dall'essere associato al solo abbigliamento per il running, per essere utilizzato con elementi totalmente contrastanti, come gonne in pelle o pantaloni dal taglio classico.
Ma non ce la faccio.
La verità è che mi piacciono perché ho questa assurda bipolarità marcata che mi fa passare dal minimal rigoroso alla peggior zarraggine adolescenziale.
Sono così in tutto, passo dall'ascolto dei Joy Division a Lorella Cuccarini come fosse la cosa più naturale del mondo, dall' adorare come il vangelo Maison Martin Margiela al guardare in craving crop top anni 90, dal leggere Gabriel Garcia Marquez agli articoli sulla gravidanza di Belen.
Non ci sono motivi razionali, le felpe mi piacciono, fine.
Mi piacciono soprattutto quelle con i numeri collegiali e con le scritte.




16 aprile 2013

& Other Stories #fashion moodboard

Forse non dovrei dirlo e dovrei partecipare alla gioia collettiva dell' imminente apertura di &OthersStories a Milano e stillarvi la mia wishlist da brava fashion blogger, ma in verità ammetto che personalmente non mi ha suscitato molta meraviglia.
Ho trovato qualcosa di interessante  ma credo che ad attrarmi più che altro sia l'insieme della foto che il capo.
La sezione scarpe resta comunque una delle cose più terrificanti che abbia visto ed i sandali d'ispirazione giapponese/samurai con quei mega platoform ortopedici dovrebbero essere banditi da ogni paese civile.



Anche la troppo colorata Zara mi delude dove ormai, esclusi quei due o tre isolati casi, non trovo più nulla di papabile da questo inverno.

10 aprile 2013

White board #ispirazioni dal web

Il meccanismo inconscio che ci porta a selezionare alcune immagini per tenerle custodite nei nostri pc mi è ignoto quanto la motivazione e la modalità di selezione che opera il nostro cervello quando decide che è il caso di schiacciare il destro del mouse e cliccare su salva.
Certo è che il mio hard disk potrebbe partecipare alla versione digitale di Sepolti in Casa visto che ci sono foto di:  mani, nuvole, soffioni, fiamme,editoriali, ritratti vintage femminili, cibo, copertine e locandine di dischi e film sconosciuti a molti, installazioni,  fiori, tatuaggi con inchiostro bianco e vecchie serrature.
Materiale in abbondanza per una seduta di analisi come questa selezione basata una monocromia assoluta: il bianco.
Il non colore per eccellenza,  se volete ancora più minimale e rigoroso del nero, asettico, puro ma soprattutto perfetto.





09 aprile 2013

Keep calm and coupon #cuponation

L'avete mai visto Tutti Pazzi per la Spesa?
Io ammetto, senza vergogna alcuna, di aver speso un buon numero di ore imbambolata ad osservare queste casalinghe Usa, totalmente svalvolate, che compravamo cereali e spazzolini da denti sufficienti per coprire le scorte di tutti i bunker della Guerra in Cecenia e del Golfo messe insieme.


Casalinghe talmente svalvolate e talmente freak dal possedere, insieme a cotanta follia, delle proprietà di calcolo disarmanti da far sembrare scemo Sheldon Cooper.
Per cinque carrelli di spesa dovevano sbrogliare: quattro algoritmi, due studi di funzioni complete ed un paio di trinomi notevoli per capire come disporre la merce ed affrontare una cassa che sistematicamente si impallava, come solo internet explorer alla quarta finestra, nel momento più critico.
Fatica totalmente appagata visto che queste matte non pagano mai nulla,  ma vi dico che io piuttosto morirei di inedia perché sono talmente bionda che non saprei nemmeno come portare due carrelli insieme.
Però con lo shopping on line sono una campionessa, e prima di dirigermi sui  miei siti preferiti , faccio un salto su Cuponation, il più grosso portale di codici sconto presente in Italia.
Praticamente li ci trovate, comodi comodi, tutti i codici sconto e promozioni dei maggiori eshop pronti all'uso senza sbattimento alcuno.
Sconti per cose che noi amiamo, tipo: Asos, Sephora, Zalando, Zara, Kiko e tanti altri.
Basta cliccare sul codice sconto e Cupnation vi apre direttamente il sito che desiderate già pronto sulla promozione o sullo sconto che avete visionato prima.
Insomma, prima di andare sparate nei vostri eshop preferiti  armate di Postepay fumante, controllate i codici sconti di cui potete usufruire che risparmiare, visto che ci piacciono sempre cose che costano quanto un rene giovane al mercato nero, fa bene a tutte.

08 aprile 2013

Steal Her Look


Scandagliare il web per questa rubrica mi porta sempre ad un quasi certo distacco di cornee di fronte all'infinita bruttezza di alcuni trend che serpeggiano tra le big blogger mondiali.
Trend che, grazie a Giove, hanno la durata di uno smalto di Essence perché nessuna di noi, almeno di quelle sane di mente, vuole tirare fuori dall'armadio i reperti bellici della Prima Guerra del Golf.
Pertanto io mi dissocio con vigore da: salopettes, bomber e creepers-sneakers, un vero e proprio invincibile  trinomio notevole per allontanare qualsiasi maschio eterosessuale.
Cose che a molte di voi faranno un sacco figo, forse perché voi nel 1994 andavate all'asilo ma vi assicuro che persino la mia debole ed influenzabilissima mente rifugge da questi look anni 90 visto che di un secondo Medioevo stilistico adolescenziale non ne sento proprio il bisogno.
Malgrado l'indecenza di siffatti outfit indubbiamente molti blog offrono spunti interessanti.
Andy Torres di Stylescrapbook di solito mi annoia, trovo che sia sempre uguale a se stessa da troppo tempo, però questo look lo trovo davvero bello nella sua semplicità.
Non avevo mai considerato queste brogues oro che su un total black un po' garçon sono davvero carine.
Lo ammetto, per indossare un look simile indubbiamente si necessita di avere un'altezza degna di nota e delle belle gambe che personalmente non avrà giammai ma se siete gazzelle copiatela al volo.
Sicuramente anche la Miss Sicily, che sto riconsiderando un sacco come borsa, fa il suo dovere insieme agli anelli multipli e all'ear cuff.





Amlul, blogger scoperta da poco e già inserita nei preferiti.